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Lo Yoga è una parola che viene dal sanscrito e vuol dire letteralmente “unione".

In senso più ampio, il termine indica una serie di tecniche che mirano al raggiungimento dell`equilibrio fra la componente spirituale e quella fisica dell`uomo attraverso un percorso, lungo il quale l`uomo deve imparare a distaccarsi dalla materia e aspirare alla perfezione.

Lo Yoga è dunque una forma di autodisciplina, che insegna a dominare il corpo e l`anima e può portare alla conquista di una salute perfetta e di un`elevata forza psichica, ottenuta grazie a una profonda conoscenza di sé.

Lo Yoga è una scienza e insieme un`arte entrambe suggestive e profonde.

Oggi ci permettiamo di intendere più semplicemente con il termine “Yoga” l`insieme di tecniche fisiche, mentali e spirituali praticate costantemente in ogni parte, tecniche millenarie che racchiudono mirabili segreti per il fisico, la mente e lo spirito.

Il segreto della loro efficacia dipende dalla durata con cui si tengono: si passa dai quindici secondi del principiante ai cinque minuti degli esperti fino alle ore intere dei maestri.

La prolungata distensione dei muscoli permette di svuotarli dalle tossine, oltre ad apportare sangue e ossigeno alle zone sollecitate.

Questo meccanismo, secondo i dettami della medicina orientale, consente all`energia di riprendere a circolare sciogliendo i blocchi muscolari o le infiammazioni.

Il risvolto dello Yoga è riuscire a sentire il proprio corpo, a percepire soprattutto parti di cui non abbiamo piena consapevolezza e che involontariamente contraiamo.

Le pause sono indispensabili tra un esercizio e l`altro, ma attenzione a non perdere ritmo e concentrazione.


Lo Yoga non crede nella separazione tra spirito e materia.

Ciascuna tappa del mondo fenomenico è uno stato di coscienza che si palesa grazie alle vibrazioni della forza vitale unica o Prana, più genericamente per una serie di oscillazioni eteriche.

Quanto maggiori sono le vibrazioni, tanto più la coscienza si manifesta come entità fisica.

Quale sarebbe, dunque, il legame tra il proprio piccolo sé o anima e il Sé omnicomprensivo? Tutto dipende dalle proprie identificazioni, da ciò che crediamo o supponiamo di essere.

Yoga è, quindi, riconoscere la natura egocentrica della propria mente e la sua tendenza a creare fenomeni fittizi senza riscontri oggettivi; non aggrapparsi a persone o cose in maniera morbosa; ravvisare e respingere i sentimenti immaginari o ingannevoli; ricercare l`equilibrio in tutte le proprie attività, sia quelle di natura fisica, come il lavoro, lo sport e l`alimentazione, che di ordine psichico, come la cura dei rapporti affettivi, lo studio, le disposizioni creative.

Cosa implica, in pratica, la Via dello Yoga?

Pur mantenendo la specificità del nostro essere individuale, le identificazioni con le peculiarità del proprio piccolo e ipotetico sé fittizio, si attenueranno sempre di più e la coscienza personale, espandendosi in una sfera d`influenza molto più estesa, percepirà un senso di unità e interdipendenza con il tutto, lo spirito assoluto, il Brahman.

Le intuizioni diverranno più profonde, vere e proprie certezze.

Tuttavia già da essi si evince come il criterio della meditazione, secondo lo Yoga tradizionale, presupponga una metodologia introduttiva ed un nucleo essenziale ed inalienabile.

Quest’ultimo consiste in un’appropriata tranquillizzazione dei processi mentale e respiratorio al fine di percepire la propria coscienza, la sua incoercibile vitalità naturale, la sua irriducibile natura divina.

E’ su tali basi, di ricerca senza pregiudizi della Verità, che intendiamo ri-scoprire la specifica dimensione meditativa dello Yoga, per valutarne liberamente ed autonomamente la reale importanza.

L`applicazione dei principi dello Yoga comporta, per i neofiti, almeno inizialmente, l`adozione di una disciplina psicofisica piuttosto severa, che si sviluppa secondo otto fasi:

le restrizioni, le osservanze, le posizioni, gli esercizi respiratori, la concentrazione su un punto, la concentrazione su un oggetto specifico, la meditazione, supercoscienza o consapevolezza del principio divino.

La vita è un itinerario, una lunga via, da percorrere più o meno agevolmente.

Nostro malgrado giungeremo alla fine.

Alla conclusione del viaggio incontreremo inevitabilmente noi stessi. Infatti, in quel frangente, cosa avrà mai più valore? I beni fisici? Polvere! La cultura? Nebbia! Gli affetti? Fumo, forse dolce, ma pur sempre fumo!

L`unico "bene" certo, qualche attimo prima di cambiare il nostro caro e amato vecchio abito liso, sarà il "vero volto", l`originale che qualche anno addietro ci consentì di nascere umani.

Al di là delle possibili ipotetiche forme espressive noi non sappiamo che cosa sia in realtà il "volto originale".

In questo caso sapere prima di conoscere non solo non servirebbe concretamente a niente, ma potrebbe essere persino deleterio e fuorviante.

Cos`è, dunque, la meditazione?

Potremmo dire: è l`arte dell`incontro con il nostro vero volto, con noi stessi.

Un appuntamento non più casuale e nolente, bensì consapevole.

Affinché ciò accada, e per rendere attuali e quasi immediati i benefici dell`eterico convegno, è necessario o pressoché indispensabile praticare una tecnica meditativa.

Ora vi spieghiamo succintamente, ma di più non gioverebbe, un metodo universalmente diffuso e conosciuto:

l`attenzione sulla respirazione o consapevolezza del proprio respiro.

Il come e perché esso funzioni è secondario e speculativo.

Conoscerne il meccanismo potrebbe in certi casi persino inficiarne la validità, in quanto ne influenzerebbe la pratica.

Infatti la mente tenderebbe spontaneamente ad anticiparne gli esiti. Così come prefigurarne le difficoltà le incentiverebbe maldestramente.

Scegli un posto tranquillo. Indossa un abito ampio, comodo. Siedi seguendo il buon senso, senza sforzarti in nulla, secondo principi anatomici corretti. Prova con uno sgabello, senza incrociare le gambe. Cerca, comunque, di stare con la schiena ben dritta e senza appoggio.

Oppure siedi su un cuscino consistente, in alternativa un tappeto o una coperta ripiegati. Sarebbe preferibile una panchetta idonea. A stomaco vuoto. Le gambe incrociate, secondo la posizione classica del loto (Padmasana) o semplice (Sukhasana).

Bilanciati bene senza pendere né a destra né a sinistra, né avanti né indietro. Mantieni la schiena ben dritta, in posizione verticale e in modo che non presenti altre curve oltre quelle fisiologiche, collo e testa eretti.

Appoggia le mani sulle ginocchia. Non importa se dalla parte del dorso o del palmo.

Rimani nella posizione adottata quanto è possibile. Sciogli la posizione, cammina qualche minuto ed eventualmente ripeti.

La propensione, lo stato d`animo con cui intraprendere la tecnica è di apertura alla vita e al respiro, istante per istante, ricettività e umiltà.

Il fulcro della meditazione è l`attenzione.

Dopo esserti ritirato, pertanto, in un luogo appartato non esercitare alcuna incombenza. Assumi la tua posizione. Rammenta che dev`essere stabile e confortevole.

Segui il naturale flusso del respiro attentamente e continuamente senza condizionarlo in modo alcuno per un periodo di tempo che con la pratica diverrà via via più lungo.

Nonostante le possibili fluttuazioni del ritmo respiratorio, l`attenzione non dovrà restare indietro, né anticipare l`evento.

Chiunque a ogni età può praticare lo Yoga, l`importante è farsi seguire, almeno da principianti, da un bravo maestro.

Il valore universale dello Yoga deriva propriamente dal fatto che, per quanto tragga origine dall`antichità indiana, esso comprende in maniera decisamente pratica una profonda intuizione e attenzione ai problemi della longevità, assolutamente applicabili alla società moderna.

Molte delle forme sportive abitualmente praticate, sono altamente competitive e implicano la forza e la prontezza dei riflessi.

Coloro che non possono competere con allenamenti estenuanti concepiti per esaltare, appunto la forza e la resistenza fisica, tendono a essere esclusi dalla possibilità di godere dei benefici fisici che questi esercizi possono procurare.

Ciò che lo Yoga offre in alternativa è un ampio concetto di salute e longevità, secondo il quale un organismo fiorisce soltanto se è propriamente nutrito e curato attraverso tutto il ciclo della sua vita.

Gli esercizi e le altre pratiche possono così essere applicati da chiunque. Non solo serviranno ad accrescere notevolmente la forza muscolare, ma aiuteranno anche a prevenire il deterioramento fisico e andranno verso una condizione di buona salute e felice anzianità.
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